Turismo sostenibile sempre! Valentina Miozzo si racconta e prendila d’esempio!

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Turismo sostenibile non solo per il 2017. L’ONU ha approvato l’adozione del 2017 come Anno Internazionale per sensibilizzare sul nostro modo da turisti.

Turismo sostenibile è diventato per Valentina Miozzo un vero stile di vita che si racconta in questa intervista esclusiva per I Love This Planet, di Andrea Tronchin:

Turismo sostenibile Valentina Miozzo - I Love This Planet

Un po’ di ordine

Qual è, a fronte della tua esperienza nel viaggiare intorno al mondo, oggi la definizione più completa di turismo sostenibile?

Secondo il WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) il turismo sostenibile può essere definito come quella forma di turismo che “soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”.

Secondo l’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) il turismo responsabile è quel

“turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.”

Credo sia davvero importante distinguere l’ecoturismo dal turismo responsabile e sostenibile…

 

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Si parla quindi sia di turismo responsabile che di turismo sostenibile. Inizialmente i termini indicavano due aspetti diversi:

  • il primo sottolineava l’impatto ambientale,
  • il secondo quello culturale, ma oggi i termini sono ormai sinonimi.

Un viaggio, per definirsi sostenibile, deve quindi tenere conto di tre aspetti:

  1. l’impatto sull’ambiente,
  2. sulla cultura
  3. e sull’economia locale.

Si può considerare valida la regola delle tre E, elaborata in ambiente anglofono:

  • Economy,
  • Ethics,
  • Environment. 

Spesso si tende a confondere il turismo responsabile e sostenibile con l’ecoturismo, io credo sia invece importante distinguerli, ho scritto l’articolo per spiegare le differenze.

Aprite gli occhi quando viaggiate

Durante i tuoi viaggi che ti hanno resa partecipe della cultura del luogo, hai mai avuto la sensazione che il turismo sostenibile sarebbe stato il modo ideale per visitare quali luoghi? Ovvero, l’approccio classico del turismo è ancora valido per visitare i luoghi dove sei stata?

Nei miei viaggi in solitaria ho visitato spesso posti sperduti, dove non c’era nessuno dei confort a cui siamo abituati; sono entrata in contatto con popolazioni indigene che avevano avuto pochi contatti con i turisti e sono stata ospite di piccoli villaggi che mi hanno accolto.

Sono stati i viaggi più intensi, a stretto contatto con la popolazione locale, ma richiedevano apertura mentale e spirito di adattamento.

É importante precisare che un viaggio di turismo sostenibile non dipende dal budget di viaggio, si può viaggiare in modo sostenibile anche in eco-resort con tutti i confort.

Ciò che rende un viaggio sostenibile:

  • è l’approccio verso diverse culture,
  • è il rispetto dell’ambiente
  • e la sensibilità di capire che si è ospiti e non semplici consumatori.
Eric Didier - I Love This Planet

Eric Didier – I Love This Planet

Per visitare luoghi ancora autentici ed entrare in contatto con la popolazione locale è necessario farlo in punta di piedi, in autonomia o partecipando ai viaggi di turismo sostenibile, che tengono conto dell’impatto ambientale, culturale ed economico.

Cosa significa?

  • Che non si viaggerà in gruppi numerosi,
  • che saranno fornite informazioni sulla cultura locale,
  • che si limiterà la produzione dei rifiuti,
  • che saranno coinvolte guide del posto per contribuire all’economia locale,
  • che parte della quota del viaggio andrà devoluta a dei progetti di sviluppo

e tante altre attenzioni che faranno sì che il viaggio porti benessere non solo a chi viaggia, ma anche a chi ospita.

L’approccio classico del turismo di massa, che tiene conto esclusivamente del turista pagante e non della destinazione ospitante, nel tempo comporterebbe – come del resto è stato in molti luoghi – un gap culturale tra noi turisti e la popolazione locale, che tenderà a svalutare la propria cultura, la perdita di antiche tradizioni e la distruzione della natura.

Quindi la risposta è assolutamente sì!

Molte volte in viaggio ho sperato che il turismo tradizionale non arrivasse mai in quei posti e ho pensato invece che il turismo sostenibile sarebbe stato l’unico modo per interagire con questi luoghi: la popolazione locale ne avrebbe tratto beneficio, valorizzando e allo stesso tempo preservando la propria cultura e la propria terra.

Infine mi sento di dire che l’approccio classico del turismo è distruttivo in ogni luogo e che i principi del turismo sostenibile dovrebbero essere assimilati dal turismo tradizionale.

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7 cose nello zaino del turista sostenibile

L’ultima domanda: elenca le parole chiave del turismo sostenibile. Quei valori, quei temi di cui il turismo sostenibile non deve mai fare a meno.

 

  • Cultura

Chi viaggia con un approccio responsabile considera il viaggio anche come momento di confronto con altre culture, un’opportunità per apprendere e arricchire il proprio bagaglio culturale.

 

  • Apertura mentale

Di fronte a culture, usi e costumi diversi dai nostri, il turista responsabile osserva, elabora la sua opinione, anche contrastante, ma senza giudizio.

Nell’interazione con la popolazione locale è consapevole che lui è lì per loro e non sono loro a essere lì per lui.

 

  • Ambiente

Il turista responsabile è consapevole che le proprie azioni, anche se apparentemente insignificanti, hanno un impatto su ambiente e persone. Piccoli gesti come

  • rifiutare una busta di plastica,
  • limitare l’uso delle bottigliette d’acqua,
  • non cambiare gli asciugamani ogni giorno,

fanno la differenza.

Queste azioni possono anche non comportare un cambiamento immediato e concreto, ma dare il buon esempio può essere un’occasione per sensibilizzare gli altri verso un maggior rispetto dell’ambiente.

 

  • Causa/Effetto

Il turista responsabile si chiede quali potrebbero essere le conseguenze, anche a lungo termine, delle proprie azioni.

Ad esempio prima di dare una mancia si informa su quale sia l’importo giusto, che dovrebbe considerare lo stipendio medio in quel paese, per contribuire sì all’economia locale, ma senza stravolgerla creando notevoli differenze tra chi lavora nel turismo e chi svolge un altro lavoro.

 

Daria from Taskarmy, NL. - I Love This Planet

Daria from Taskarmy, NL. –
I Love This Planet

 

  • Economia

Chi viaggia in modo sostenibile fa in modo che i soldi spesi durante il viaggio vadano a beneficio della popolazione locale:

  • ad esempio sceglie strutture turistiche gestite dalle persone del posto,
  • si assicura che le guide locali siano remunerate adeguatamente dal tour operator,
  • preferisce acquistare i souvenirs dagli artigiani e nei mercati.
  • Futuro

Il viaggiatore responsabile pensa al benessere delle generazioni future, limitando il suo impatto ambientale e culturale ed eventualmente contribuendo a progetti di sviluppo.

 

  • Rispetto

Quando si viaggia si è ospiti. Il viaggiatore responsabile si distingue dagli altri perché ha la consapevolezza che ogni destinazione è la casa di qualcuno.

 

  • Valentina Miozzo •

Chi sono

Turismo sostenibile per lo sviluppo

L’intervento deve essere da parte di tutti, agire attivamente:

  • nel promuovere il tema fra il maggior numero di persone possibile,
  • nel diffondere consapevolezza della grande patrimonio delle varie civiltà e
  • nel portare al riguardo un miglior apprezzamento di valori delle diverse culture, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo

Il comportamento del nostro sistema economico ha riportato la plastica in superficie dalle viscere della Terra, sui nostro mari. Il problema può essere fermato attivamente come trattato nel recente articolo “Stop plastica ora!”

Non credo ai miei pensieri. Le dita battono sulla tastiera delle frasi che credevo rilegate solo ai film di fantascienza.. non è così. Esistono zone galleggianti, zattere create dallo spreco di risorse che si concentrano sotto un centimetro dalla superficie dei nostri mari. Ho i brividi mentre scrivere certe righe. Interveniamo!

N.d.r.

Dobbiamo cambiare i nostri comportamenti, soprattutto dalla comunità di coloro che possono sensibilizzare i molti, come incitato nell’articolo “Futuro sostenibile”. Anche i Designer si sono attivati e hanno creato lo stato dell’isola di plastica.

The campaign to recognise a country-sized pile of trash as an official nation

É palesemente una Adv ma il testo dimostra la sensibilità da parte sia del produttore che del gruppo di creativi nel fare leva sulla sostenibilità.

È nostra responsabilità assicurarci che ci siano molti “pesci in mare” per i nostri figli e i loro figli. In questo modo, possiamo tutti godere del grande gusto e dei benefici dei frutti di mare – senza mettere stress sul nostro ecosistema.

Molto tempo prima che la sostenibilità diventasse una parola d’ordine del settore, Long John Silver ha creato partenariati strategici con coloro che hanno condiviso la visione della pesca più intelligente con meno impatto ambientale. Così abbiamo collaborato con aziende come Trident e High Liner, che condividono questa visione.

I prodotti primari di Long John Silver sono il 100 per cento di Alaska e il Pollock dalla best-managed fishery nel mondo. Le acque del Pacifico settentrionale e le scorte di Cod e Pollock sono continuamente monitorate, mentre le quote di pesca sono regolate per proteggere la forza di queste specie.

Siamo orgogliosi di condividere il nostro messaggio di sostenibilità che viene girato con filmati autentici, sia su e fuori dalle rive dell’Alaska. Questo messaggio illustra la bellezza e il dramma delle acque dalle quali vengono pescati i pesci e condivide come la sostenibilità guida ogni giorno la nostra marca con una forza impressionante.

A Long John Silver’s, crediamo che ogni ospite e il nostro pianeta meritano di più.

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Learning never ends.
I achieved personal successes through every project I’d managed, like this blog, twitting since 2014 for the Awarded Rugbyunited.org.uk, and more. In every of those role during my carrier in Communication Manager I can say: “All we have to know is how to love this Planet and spread it!”

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